Questa mattina ho incontrato i PM di Firenze che indagano sulla vicenda OPEN, Luca Turco e Antonino Nastasi.
Questo processo politico alla politica resterà negli annali
della cronaca giudiziaria come uno scandalo nel quale gli indagati non hanno
violato la Legge mentre i Pubblici Ministeri hanno violato la Costituzione.
E come se non bastasse la Corte di Cassazione ha già smontato
in quattro diverse sentenze l’impianto dei PM.
Tuttavia, credo che un politico non debba scappare dalla
giustizia.
In passato miei colleghi parlamentari hanno utilizzato le
prerogative dell’articolo 68 della Costituzione per chiedere di non essere
giudicati. Io no, io voglio il contrario.
Voglio che si faccia giustizia davvero, sul serio,
verificando se le plurime violazioni costituzionali dei PM, che ho
pubblicamente segnalato, meritino una sanzione.
E ieri la Giunta competente, al Senato, ha deciso con una
schiacciante maggioranza (14 contro 2!) di chiedere di sollevare la questione
di attribuzione in Corte Costituzionale.
Interverrò in aula, immagino a gennaio, per spiegare come
questa vicenda sia importante non tanto per me (per il mio processo cambia
poco) quanto per le Istituzioni.
Questa battaglia la faccio non per me ma per la dignità della
politica e per il rispetto della separazione dei poteri contro l’invasione di
campo di una parte della magistratura.
È proprio perché io non ho violato alcuna legge non scappo
dalla giustizia e stamattina mi sono presentato al Palazzo di Giustizia di
Firenze.
I PM hanno speso centinaia di migliaia di euro pubblici per
dimostrare che i nostri finanziamenti privati non sono formalmente corretti:
noi con cinque pagine abbiamo replicato alle 94.000 pagine dell’accusa,
ridondanti e piene di errori.
L’accusa impiega 94.000 pagine a spese del contribuente per
sostenere una tesi che non esiste.
A noi bastano cinque paginette a nostre spese per mostrare
gli errori più grossolani.
Questa vicenda durerà per anni.
Noi la vivremo col sorriso di chi ha la coscienza a posto e
la forza della propria tranquillità.
E questo è il messaggio che voglio dare soprattutto ai
ragazzi più giovani: credete nella giustizia, anche quando vi sembra difficile
farlo.
Perché anche quando ti entrano nella vita privata in modo
illegittimo, quando ti controllano le email degli ultimi 12 anni, quando ti
pubblicano in modo illegittimo l’estratto conto e i singoli movimenti bancari,
quando i tuoi amici e la tua famiglia pagano un prezzo salato per la tua
notorietà, quando vogliono impedirti di fare politica utilizzando presunti – e inesistenti
– reati formali, anche allora bisogna credere nelle Istituzioni di questo
Paese.
Il giorno dopo aver vinto il primo round in Senato io sono
andato dai magistrati a dire che voglio giustizia, non che scappo dal processo.
Sono stato Presidente del Consiglio dei ministri di questa
Repubblica: io faccio le mie battaglie rispettando le Istituzioni, sempre.
E chiedendo ai ragazzi e alle ragazze di fare sempre le
proprie battaglie a viso aperto.
Perché A VISO APERTO è l’unico modo con cui quelli come noi
sono stati educati a fare politica.
Buona giornata, adesso vado a Roma per intervenire in Senato con il Presidente Draghi.
Matteo Renzi
Nessun commento:
Posta un commento