PUBBLICO LA PARTE ESSENZIALE DELLA INTERVSITA CHE IL GIORNALE "IL FOGLIO" A DEDICATO A MARCELLO PERA A PAGINA INTERA SULL'EDIZIONE DI IERI.
L'intervista completa la potete trovare su www.ilfoglio.it è ancora indicata fra le notizie più importanti.
Ho tagliato per ragioni di spazio le confutazioni di Pera alle ragione del No riportate dai principali leader della sinistra e della destra.
Appello contro il suicidio della destra
“Il
no al referendum è il più grande tradimento che il centrodestra possa fare alla
sua cultura politica”. Chiacchierata con Marcello Pera, ex presidente del
Senato, che smonta (da destra) tutte le ragioni del no
di Claudio
Cerasa | 27 Settembre 2016
ore 10:09
Marcello
Pera è nato a Lucca il 28 gennaio 1943. Ex senatore di Forza Italia e Pdl. E’
stato presidente del Senato nella XIV Legislatura, tra il 2001 e il
2006
"Caro
Berlusconi, ti voglio bene, come ti vogliono bene ancora milioni di elettori
liberali sparpagliati in giro per l’Italia, ma arrivati a una certa età, e noi
quell’età l’abbiamo raggiunta, non possiamo più raccontarci troppe frottole e
dobbiamo dire le cose come stanno. E io te lo dico con il cuore, da uomo che ti
ha seguito in tutto quello che hai fatto, da uomo che si è speso per costruire
insieme con te un’Italia più moderna e se vuoi anche più libera. Te lo dico con
sincerità: la battaglia sul referendum costituzionale che stai portando avanti
non è solo un errore tattico ma è anche il tradimento di tutto quello che hai
fatto e hai insegnato ai tuoi elettori durante la tua vita politica. Io mi
ricordo di un movimento liberale, come Forza Italia, nato per riformare la
Costituzione, per semplificare il sistema istituzionale del nostro paese, per
superare il bicameralismo perfetto, e non capisco come sia possibile, per chi ha
la nostra storia, ritrovarsi a condividere le stesse idee dei nostri nemici
storici. Caro Silvio, ripensaci, sei ancora in tempo, non buttare via tutto
quello che hai fatto”. Lo dice tutto d’un fiato Marcello Pera, filosofo,
politico, ex presidente del Senato, ex senatore di Forza Italia e Popolo della
libertà tra il 1996 e il 2013, e lo dice rivolto al fondatore del centrodestra
italiano, Silvio Berlusconi.
Qualche
giorno fa Marcello Pera, insieme con Giuliano Urbani e un gruppo di liberali, ha
inaugurato un comitato impegnato per il sostegno del “sì” alla riforma
costituzionale e l’idea dell’ex presidente del Senato è quella di dimostrare che
la riforma Renzi/Boschi non può non essere votata da chi per una vita si è speso
per riformare la Costituzione italiana. “Il centrodestra di Silvio Berlusconi è
nato anche per combattere quel grande fronte culturale che ha sempre difeso
l’esistente e lo status quo con la scusa di non voler toccare la Costituzione
più bella del mondo e le confesso che sono inorridito dall’idea che Forza Italia
possa consigliare di leggere i libri di Marco Travaglio per capire come votare
al referendum o possa condividere le tesi di Gustavo Zagrebelsky per orientarsi
su come riformare la Costituzione. Quello che in Forza Italia in molti non
vogliono capire è che con questa posizione, no, no, no, il centrodestra, e lo
dico anche al mio amico Stefano Parisi, si sta mettendo nelle condizioni di
perdere comunque andranno a finire le cose. Se vince il sì, Berlusconi avrà
regalato forse per sempre un pezzo del suo elettorato a Matteo Renzi. Se vince
il no, Berlusconi avrà probabilmente contribuito a regalare il paese al
Movimento 5 stelle. La posizione in cui si trova Forza Italia oggi, chiusa in un
angolo, è una posizione di subalternità rispetto a due forze politiche che un
centrodestra liberale dovrebbe combattere”.
Continua Marcello Pera: “Qualcuno mi spiega che c’entra Berlusconi con il lepenismo di Salvini? Qualcuno mi spiega che c’entra Berlusconi con il qualunquismo di Grillo? Così facendo, chiuso in quell’angolo, il centrodestra si sta rassegnando a educare i suoi elettori con alcuni princìpi che in teoria dovrebbero essere incompatibili con la propria cultura di governo. Li sta educando a votare non su qualcosa ma contro qualcuno. Li sta educando a votare non sul merito ma su una persona. E a forza di far proprie le tesi di Travaglio, di Zagrebelsky e della minoranza del Pd – porca miseria, usano le stesse parole, come fanno a non rendersene conto! – li sta educando a diventare degli elettori grillini. Fermatevi, vi prego”. Nel 1998, ai tempi della Bicamerale D’Alema-Berlusconi, Marcello Pera partecipò ai lavori della commissione da responsabile del settore Giustizia e riesce a trattenere a stento un sorriso pensando che oggi sia D’Alema sia Berlusconi sono fieramente contro una riforma che contiene molti passaggi simili a quelli messi in campo nel 1998.
“D’Alema
lo posso capire. Posso capire la sua disperazione. Posso capire che non sia mai
riuscito ad accettare il fatto che un ragazzo di neanche quaranta anni ha
portato via a lui e ai suoi compagni la gestione di un partito. Berlusconi
invece proprio non lo capisco. E soprattutto non capisco come lui stesso non si
renda conto che il centrodestra ha possibilità di competere se l’Italia adotta
il modello Milano e ripudia il caos del modello Roma. Se vince il sì al
referendum, il sistema istituzionale si semplifica e permette la competizione
tra due grandi poli. Se vince il no al referendum, il paese resta bloccato come
lo è oggi e quando c’è il caos la storia ci insegna che non sono i partiti di
governo che ne riescono ad approfittare”.
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Pera
prende fiato, sorride e conclude. “Forse Berlusconi non se ne rende conto ma il
centrodestra che oggi sostiene la riforma costituzionale che Forza Italia sta
combattendo sta facendo un regalo a Berlusconi: gli sta consentendo di dare un
futuro al suo partito politico e di non regalare il paese ai professionisti del
qualunquismo.
Il
mio è un appello a Berlusconi ma anche alle altre forze politiche che oggi non
rinnegano la propria matrice liberale e di centrodestra: Ncd, Scelta Civica,
Ala. Pensateci bene: con la vittoria del sì non c’è solo Renzi, ma c’è anche la
possibilità di dar vita a una nuova aggregazione politica di centrodestra con
una forte cultura di governo. Sono certo che primo o poi lo capirà anche il
Cavaliere. Buon compleanno Silvio”.

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