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sabato 10 giugno 2023

La news letter di Nicola Danti

Cari amici ben ritrovati.

Vi scrivo mentre, rientrato da Bruxelles, mi preparo per partire per Napoli, dove, con chi ci sarà, ci incontreremo per l’assemblea nazionale di Italia Viva.


Un’assemblea che si svolgerà in un momento importante e anche simbolico, a cui tengo particolarmente: a un anno esatto dalle prossime elezioni europee. E che cade proprio dopo due settimane dalla presenza del nostro gruppo Renew Europe a Roma.

Partiamo da qui. 
La riunione del bureau di Renew Europe (che raccoglie l’ufficio di presidenza, e i vari capi delegazione) a Roma è stata un’occasione bella per fare il punto assieme ai colleghi europei sulle sfide che ci attendono in Europa, e anche in Italia. Sappiamo bene tutti che è arrivata in un momento particolare per noi che in Italia ci riconosciamo in questo percorso. 

Il progetto del partito unico che era stato avviato con Italia Viva e Azione è decaduto. 
Non voglio entrare nel merito dei perché e dei per come, dico solo che in politica bisogna saper fare passi avanti, ma anche di lato, che significa ogni tanto mettere da parte personalismi ed egoismi. Qualcuno lo aveva fatto, qualcun altro no. 
Detto questo ho anche sempre sostenuto che il progetto del partito unico non andasse affrontato con troppa fretta, perché i partiti non si fanno in tre mesi. 

L’errore che non possiamo commettere in ogni caso, è che le divisioni prevalgano su un progetto di cui l’Italia ha bisogno, un progetto federativo verso le europee, con tutte le forze politiche che si riconoscono in Renew Europe, su cui sono stati gli elettori alle ultime politiche a chiederci di impegnarci.

Di fronte alle forze centrifughe (il vero effetto Schlein, e prima Giorgia) che stanno spingendo destra e sinistra verso gli estremi della politica, non costruire un’alternativa al centro, riformista e pragmatica, sarebbe un errore madornale.

A Napoli con Italia Viva lo ribadiremo.

A proposito di Schlein, non so se avete visto cosa ha fatto il PD la scorsa settimana al Parlamento Europeo sul voto su produzione di munizioni (Asap) e sostegno all’Ucraina. Come sia andata realmente e quale sia il punto politico ho provato a spiegarlo in questo articolo su Il Riformista.

A proposito di Meloni e Governo, invece, ieri in Lussemburgo si sono incontrati i ministri dell’Interno dell’UE per discutere il Patto su cui riformare le regole in materia di richiedenti asilo e migranti. Due cose c’è da dire su questo:

L’accordo prevede un rafforzamento del principio di solidarietà sulla base del fatto che chi si rifiuterà di partecipare al ricollocamento dovrà versare una somma economica al Paese ospitante. Non è tantissimo in termini di obbligatorietà, non è un accordo perfetto, ma dopo tanti anni di dibattiti essere arrivati a un punto che sarà discusso poi da Consiglio e Parlamento, è un passo avanti importante.

L’Italia ha votato con la maggioranza dei Paesi Ue, lasciando all’opposizione Ungheria e Polonia. Questi ultimi hanno dimostrato ancora una volta quanto i sovranisti siano pericolosi e facciano male all’UE. Sono i vecchi amici di Meloni e Salvini, sì, per questo che l’Italia non li abbia seguiti è una buona notizia che ci auguriamo diventi un’abitudine.

Ci diamo appuntamento al prossimo aggiornamento, e con chi ci sarà, a Napoli per l'assemblea di Italia Viva domani.

Un saluto,

Nicola.




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