Oggi 25 aprile, Festa della Liberazione, Alberto Veronesi si è recato a rendere omaggio a due luoghi simbolo degli eccidi nazifascisti: la Certosa di Farneta da dove furono deportati e poi trucidati 12 frati certosini e molti rifugiati e il cippo, dove fu martirizzato Don Aldo Mei.
Una presenza umile e silente: un fiore di campo, una
preghiera.
Voglio ricordare, ha continuato Veronesi, una frase, dalle
ultime lettere di Don Mei: “...Muoio
travolto dalla tenebrosa bufera dell’odio io che non ho avuto vivere che per
amore! «Deus Charitas est» e Dio non muore. Non muore l’Amore! Muoio pregando
per coloro stessi che mi uccidono…”
Parole stupende ed attuali in cui l’odio di nuovo dittatore
russo sta facendo strage in Europa di decine di migliaia di uomini, donne e
bambini innocenti.
Fermare questa guerra, come tutte le altre sparse e poco
conosciute, nel mondo, deve essere l’obbligo di ogni uomo dotato di intelligenza
e di fede, qualunque essa sia.
Il bene supremo è la pace, senza dimenticare mai chi è
l’aggressore e l’aggredito, che ha in diritto legittimo di difendersi in ogni
modo e di essere aiutati dai popoli liberi.
In questo giorno in cui si festeggia la Liberazione del giogo
nazifascista voglio porre, oggi, dopo oltre settanta anni, una questione etica che
mi pare ormai ineludibile.
Festeggiare la Liberazione, essere grati alla lotta di
resistenza, al sacrificio di tanti uomini e donne, è un fatto giusto, acquisito
e sancito in maniera ferrea nelle coscienze di tutti e nella Costituzione, ma è
giunto anche il momento che il 25 aprile diventi anche la Festa di tutto il
popolo, anche di quella parte si schierò dalla parte sbagliata e quella delle
vittime innocenti della ferocia comunista titina.
Tutti i morti innocenti sono uguali e una pagina gloriosa ma
triste di una lotta di liberazione, in parte, anche fratricida, dopo oltre
settant’anni deve essere vissuta d’ora in avanti, tutti assieme, con una
promessa solenne: mai più guerre, mai più lotte fratricide, mai più odio
politico, onoriamo i nostri morti perché tutti i morti innocenti sono uguali.


Nessun commento:
Posta un commento