I Costituzionalisti, pressoché tutti, hanno dato ampie motivazioni, per votare NO al Referendum del 20/21 settembre.
Non abbiamo la presunzione di aggiungerne altre, ma solo indicare alcune valutazioni politiche, perché quelle tecniche legate alla Costituzione sono incontrovertibili e Zingaretti dovrebbe saperlo.
Il Referendum è stato voluto dai
Grillini con una unica motivazione: punire e diminuire la “casta” secondo loro
rappresentata dal Parlamento, che invece è il supremo bastione Costituzionale
delle Democrazia Italiana.
Questa, come quasi tutte le battaglie
Grilline, non è fatta su un ragionamento o su progetto ma solo per “santificare”
la loro immagine di anti casta su cui hanno costruito la loro fortuna
elettorale.
Pubblicamente, poi nottetempo
si spartiscono, Ministeri, Presidenze e Consigli di amministrazione da far
arrossire lo storico “manuale Cencelli” della prima Repubblica.
Matteo Renzi aveva costruito una
Riforma Costituzionale, bocciata dal nascente populismo anti-tutto, che
toglieva il Senato elettivo per snellire la procedura di formazione delle
leggi, oggi molto farraginosa, diminuendo di fatto i Parlamentari per dare più efficienza
al Parlamento stesso, assegnando ad un Senato non più elettivo altri importanti
compiti Costituzionali.
Tutti ora rimpiangono questa mancata
riforma Costituzionale che aveva un senso compiuto e un grande valore di
efficienza, che non può essere confusa con questo insensato taglio orizzontale
dei Parlamentari.
Votare NO ha un valore giuridico e democratico
importantissimo ma è anche un mezzo per dare un sonoro schiaffo alla politica
Grillina, populista e pericolosa.
Chi vota Si qualsiasi sia la
motivazione, accresce di fatto solo il bieco populismo grillino che si
frantumerebbe, invece, con la vittoria del NO
E’ auspicabile che all’interno di tutti gli altri Partiti, di destra e di sinistra, sia data la libertà di voto e vi sia la presa di coscienza per una autonoma battaglia per il NO, a difesa della Costituzione ma anche dell’intelligenza e della competenza di donne e uomini di questa Italia..
Francesco Colucci, Comitato per il NO
di Lucca

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