Il sindaco di
Viareggio ha annunciato che si presenterà alle prossime elezioni comunali per
il secondo mandato al vertice del Comune, dove si voterà in primavera.
Lo ha annunciato alle liste civiche che lo hanno sostenuto in questi
cinque anni di esaltante amministrazione per una nuova Viareggio risorta dalle
ceneri dal dissesto provocato da Centro destra e dal PD.
Del Ghingaro
aveva incontrato il giorno precedente i rappresentanti di Viareggio Viva che lo
avevano sollecitato a lanciare la sua candidatura assicurandogli anche il loro
appoggio.
Di seguito
pubblichiamo l’intervento con cui Del Ghingaro ha annunciato la sua candidatura
che avrà come slogan “Parlano i fatti”
“Mi hanno detto che Viareggio è un posto dove
si torna volentieri.
Per me Viareggio è stata, ed è un viaggio. Un viaggio nei
sogni, nelle aspettative, nelle speranze mie e della gente che ho incontrato.
Gente che qui vive, qui ha casa: da qui parte e arriva. Persone, storie, anime,
che si sono intrecciate con la mia vita e sono entrate a farne parte: normale
per un sindaco, è vero.
Poi però c’è la peculiarità di una città che muta di
giorno in giorno come la luce che la colora: dietro ogni angolo un profilo
inedito, in fondo ad ogni strada un orizzonte nuovo.
Viareggio che ha dentro di
sé una forza, una vitalità che non ti aspetti, una personalità indomita che ti
trattiene e, in qualche modo, ti cambia.
Oggi siamo qui insieme e pensiamo al
futuro. E siamo molti di più di 5 anni fa.
Siamo cresciuti. In pochi c’avrebbero
scommesso. In molti non se l’aspettavano.
Certo che a guardare indietro, alcune
cose sembrano preistoria: siamo partiti con l’erba finta in passeggiata.
In
questi giorni riguardavo le foto degli operai che chini su quei tappeti di
plastica, li tagliavano a quadri e poi li alzavano, un pezzo alla volta, fra
nuvole di sabbia, quasi a strappare via un cerotto, un bavaglio.
Viareggio che
tornava a respirare di nuovo.
Iniziamo dai conti. Fare concorsi pubblici,
assumere personale, avere un saldo positivo di cassa: progettare lavori,
sistemare il verde, pensare di nuovo ai pulmini per le scuole. Sembra tutto
normale adesso.
Ma 5 anni fa si parlava di 250 milioni di buco, di 67 dipendenti
da mandare a casa, di un Comune senza futuro. Abbiamo trovato un bilancio disastroso:
un dissesto immorale.
Per rimettere a posto i conti ci sono voluti lavoro
intenso e tutta la nostra dedizione: c’è voluto di crederci davvero. Con la
maggioranza che compatta ha votato, consiglio dopo consiglio, per la rinascita
di Viareggio.
E poi il Regolamento Urbanistico, atto fondamentale per una città
che però Viareggio non aveva. Atto che in molti hanno provato a portare a
termine e sul quale più di una Amministrazione è caduta.
Adesso dopo 21 anni,
la Città ha un Regolamento Urbanistico: un fatto storico. E’ merito nostro.
Possiamo dircelo: siamo stati bravi.
Siamo stati bravi a anche a ricomprare il
Porto. E poi a rimettere ordine nel marasma più assoluto che abbiamo trovato:
tra le banchine sommerse da concessioni non sempre chiare e gestioni mai
lineari.
Siamo stati bravi a fare i lavori, quando non c’erano soldi, ad
incrementare la differenziata quando dicevano che non si poteva, ad esigere
ordine e decoro: dagli imprenditori della Passeggiata agli sgomberi delle case
occupate senza titolo.
Siamo stati bravi a sognare grandi eventi per Viareggio
e poi a realizzarli davvero: dalle mostre, alle esposizioni, ai concerti, al
Versilia Yachting Rendez vous.
Viareggio che fra poco con il Carnevale
accoglierà decine di migliaia di visitatori, si è misurata con la sfida di far
ballare 45mila persone su una spiaggia. E ce l’ha fatta. Ce l’abbiamo fatta.
Per due volte.
Calvino diceva che «D’una città non godi le sette o le
settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. O la domanda
che ti pone obbligandoti a rispondere».
Io ho chiesto alle palme, protagoniste
di questi 5 anni, prima perché malate, ora perché ricche di luci.
Ho chiesto
alle strade asfaltate, alle piazze rifatte, alle fontane riaccese.
Ho chiesto
alla Terrazza che finalmente verrà ristrutturata: alle marine che già covano la
primavera.
Ho chiesto al Piazzone, alla Torre Matilde, all’Orologio.
Ai
quartieri che hanno cambiato volto.
Al mercato ittico che guarda la Madonnina:
i lavori in corso e quelli che verranno, per un porto che sarà bellissimo,
emanazione naturale di un comparto della nautica unico al mondo.
Ho chiesto
alla sabbia che scivola via lungo il molo, alle nuvole del mattino, alla luce
della sera.
Al libeccio che implacabile rinnova, ogni volta, le atmosfere.
Ho
chiesto alle pinete, umide e ombrose. Alle dune selvagge, al lago, placido, di
Puccini.
Ho chiesto alla gente, la mia gente. Ho chiesto al mare.
Viareggio ha
risposto. Parlano i fatti.
Tantissime cose abbiamo progettato, molte le abbiamo
portate a termine. Tante ne dobbiamo ancora fare. 5 anni non sono pochi, 10
sono un percorso di vita:
Viareggio è un legame che non si scioglie,
un’emozione che non si lascia. E’ una promessa che va mantenuta.
Per me
Viareggio è stata, ed è un viaggio.
Un viaggio in un sogno.
Un Viaggio che non
promettiamo breve”.

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