Come noto non condivido gli estremismi e le idee vetero-comuniste, ma il comportamento del Governo Greco, composto da comunisti e conservatori, in questi ultimi mesi mi sembrato degno di un Popolo che è sempre stato fiero del suo essere e bandiera della democrazia.
Per questo, al di là di ogni valutazione politica-economica, pubblico l'appello del Premier Greco al suo Popolo in un momento di grande difficoltà per il Paese e per le scelte da fare.
Un appello che invita tutti i Greci a decidere con un Referendum sulle scelte da fare.
Questa Europa Pluto Germanica ha rifiutato di posporre di pochi giorni ogni decisione finale per onorare la scelta di un Popolo su i suoi destini. Questa è una Europa che non possiamo condividere.
francesco colucci,
francesco colucci,
Due considerazioni finali:
- Questa non è più una Europa dei Popoli ma solo un europa dei banchieri
- Vorrei che il Capo del Governo Italiano avesse il coraggio di convocare un Referendum in Italia con un solo chiaro quesito: volete rimane in questa Europa? Si o No.....
«Greche e greci,
da sei mesi il governo greco conduce una battaglia in condizioni di asfissia economica mai vista, con l’obiettivo di applicare il vostro mandato del 25 gennaio a trattare con i partner europei, per porre fine all’austerity e far tornare il nostro paese al benessere e alla giustizia sociale. Per un accordo che possa essere durevole, e rispetti sia la democrazia che le comuni regole europee e che ci conduca a una definitiva uscita dalla crisi.
da sei mesi il governo greco conduce una battaglia in condizioni di asfissia economica mai vista, con l’obiettivo di applicare il vostro mandato del 25 gennaio a trattare con i partner europei, per porre fine all’austerity e far tornare il nostro paese al benessere e alla giustizia sociale. Per un accordo che possa essere durevole, e rispetti sia la democrazia che le comuni regole europee e che ci conduca a una definitiva uscita dalla crisi.
In tutto questo periodo di trattative
ci è stato chiesto di applicare gli accordi di memorandum presi dai governi
precedenti, malgrado il fatto che questi stessi siano stati condannati in modo
categorico dal popolo greco alle ultime elezioni. Ma neanche per un momento
abbiamo pensato di soccombere, di tradire la vostra fiducia.
Dopo cinque mesi di trattative molto dure, i
nostri partner, sfortunatamente, nell’eurogruppo dell’altro ieri hanno consegnato una proposta di ultimatum indirizzata alla Repubblica
e al popolo greco. Un ultimatum che è contrario, non rispetta i principi
costitutivi e i valori dell’Europa, i valori della nostra comune casa europea.
È stato chiesto al governo greco di accettare una proposta che carica nuovi
e insopportabili pesi sul popolo greco e minaccia la ripresa della
società e dell’economia, non solo mantenendo l’insicurezza generale, ma anche
aumentando in modo smisurato le diseguaglianze sociali.
La proposta delle istituzioni comprende
misure che prevedono una ulteriore deregolamentazione del mercato del lavoro,
tagli alle pensioni, nuove diminuzioni dei salari del settore pubblico e anche
l’aumento dell’IVA per i generi alimentari, per il settore della ristorazione e
del turismo, e nello stesso tempo propone l’abolizione degli alleggerimenti
fiscali per le isole della Grecia. Queste misure violano in modo diretto le
conquiste comuni europee e i diritti fondamentali al lavoro, all’eguaglianza e
alla dignità; e sono la prova che l’obiettivo di qualcuno dei nostri partner
delle istituzioni non era un accordo durevole e fruttuoso per tutte le parti ma
l’umiliazione di tutto il popolo greco.
Queste proposte mettono in evidenza l’attaccamento del Fondo Monetario Internazionale a una politica di austerity dura e vessatoria, e rendono più che mai attuale il bisogno che le leadership europee siano all’altezza della situazione e prendano delle iniziative che pongano finalmente fine alla crisi greca del debito pubblico, una crisi che tocca anche altri paesi europei minacciando lo stesso futuro dell’unità europea.
Queste proposte mettono in evidenza l’attaccamento del Fondo Monetario Internazionale a una politica di austerity dura e vessatoria, e rendono più che mai attuale il bisogno che le leadership europee siano all’altezza della situazione e prendano delle iniziative che pongano finalmente fine alla crisi greca del debito pubblico, una crisi che tocca anche altri paesi europei minacciando lo stesso futuro dell’unità europea.
Greche e greci,
in questo momento pesa su di noi una
responsabilità storica davanti alle lotte e ai sacrifici del popolo greco per
garantire la Democrazia e la sovranità nazionale, una responsabilità davanti al
futuro del nostro paese. E questa responsabilità ci obbliga a rispondere
all’ultimatum secondo la volontà sovrana del popolo greco.
Poche ore fa si è
tenuto il Consiglio dei Ministri al quale avevo proposto un referendum perché
sia il popolo greco sovrano a decidere. La mia proposta è stata accettata
all’unanimità.
Domani si terrà l’assemblea plenaria del parlamento per deliberare sulla proposta del Consiglio dei Ministri riguardo la realizzazione di un referendum domenica 5 luglio che abbia come oggetto l’accettazione o il rifiuto della proposta delle istituzioni.
Domani si terrà l’assemblea plenaria del parlamento per deliberare sulla proposta del Consiglio dei Ministri riguardo la realizzazione di un referendum domenica 5 luglio che abbia come oggetto l’accettazione o il rifiuto della proposta delle istituzioni.
Ho già reso nota questa nostra decisione al
presidente francese, alla cancelliera tedesca e al presidente della Banca
Europea, e domani con una mia lettera chiederò ai leader dell’Unione Europea e
delle istituzioni un prolungamento di pochi giorni del programma per permettere al popolo greco di decidere libero da costrizioni e
ricatti come è previsto dalla Costituzione del nostro paese e dalla tradizione
democratica dell’Europa.
Greche e greci,
a questo ultimatum ricattatorio che ci
propone di accettare una severa e umiliante austerity senza fine e senza
prospettiva di ripresa sociale ed economica, vi chiedo di rispondere in
modo sovrano e con fierezza, come insegna la storia dei greci.
All’autoritarismo e al dispotismo dell’austerity persecutoria rispondiamo con
democrazia, sangue freddo e determinazione.
La Grecia è il paese che ha fatto nascere la
democrazia, e perciò deve dare una risposta vibrante di Democrazia alla
comunità europea e internazionale.
E prendo io personalmente l’impegno di
rispettare il risultato di questa vostra scelta democratica qualsiasi esso sia.
E sono del tutto sicuro che la vostra scelta
farà onore alla storia della nostra patria e manderà un messaggio di dignità in
tutto il mondo.
In questi momenti critici dobbiamo tutti
ricordare che l’Europa è la casa comune dei suoi popoli. Che in Europa non ci
sono padroni e ospiti. La Grecia è e rimarrà una parte imprescindibile dell’Europa,
e l’Europa è parte imprescindibile della Grecia. Tuttavia un’Europa senza
democrazia sarà un’Europa senza identità e senza bussola.
Vi chiamo tutti e tutte con spirito di
concordia nazionale, unità e sangue freddo a prendere le decisioni di cui siamo
degni. Per noi, per le generazioni che seguiranno, per la storia dei greci.
Per la sovranità e la dignità del nostro
popolo».
Alexis Tsipras

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