L’ Italia, 60 milioni di cittadini, decine di migliaia di industrie e attività commerciali, ospedali e abitazioni rischiano il razionamento dell’energia elettrica e del gas, all’inizio del 2023.
Le aziende chiuderanno, licenzieranno e i cittadini non si
riscalderanno.
Perché, un Sindaco della Meloni e un pugno di cittadini, un
PD attratto dalle sirene populiste, stanno opponendosi alla decisione del
Governo di collocare un rigassificatore a Piombino, che invece Ravenna ha tranquillamente
deciso di accogliere.
Non solo, ma morti e danni enormi a strutture e paesi
avvengono ogni anno in Italia, perché non si riesce a spendere in opere civili,
di difesa all’ambiente, di sviluppo industriale e commerciale, di
approvvigionamento energetico, per le speculazioni elettorali dei partiti
populisti, per la loro incapacità di gestire la cosa pubblica, per le proteste
di piccoli comitati, per l’accondiscendenza verso gruppi di potere e Stati
esteri. (vedi la Russia sul Gas).
In queste elezioni abbiamo potuto osservare la vena populista
del PD di Letta dei suoi alleati estremisti, Sinistrorsi e Verdognoli, le
proposte folli e demagogiche della Lega di Salvini, la collocazione antieuropea
e sovranista della Meloni, i raggiunti limiti di età di Berlusconi, ormai preda
di senili pulsioni di rivincite personali, il voto di scambio assistenziale
quale unica politica di Conte e dei Grillini.
Nei quattro schieramenti che si contendono il successo
elettorale, in tre di essi, destra, sinistra e grillini solo comportamenti e
proposte populiste: tutto e subito, tutto a tutti, tutto e il contrario di
tutto, hanno dominato la campagna elettorale con la unica eccezione del TERZO
POLO, Azione e Italia Viva, Carlo Calenda e Matteo Renzi.
Che hanno detto pane al pane, dicendo a no a spese
insostenibili e sì a fare le cose che servono: Rigassificatori,
Termovalorizzatori, Strade, Porti, Trivellazioni, Nucleare pulito, per rendere
indipendente l’Italia, dare lavoro e ricchezza a chi ha voglia di lavorare e
assistenza ai solo indigenti, ai non abili al lavoro, ai pensionati.
Terzo polo al centro dello schieramento politico Italiano.
Il partito del fare, delle scelte intelligenti,
dell’assunzione di decisioni e di responsabilità nell’interesse collettivo, senza essere accecato da scelte di
comodo, populiste, tese solo alla ricerca del consenso elettorale.
Solo un successo del TERZO POLO può riportare ad unità questo
Paese, a scelte di buonsenso nell’interesse comune, a Mario Draghi alla guida
dell’Italia, in un momento di grande crisi economica e sociale.
Votare TERZO POLO vuol dire preferire Draghi a Meloni, Conte,
Salvini e Letta.
Vuol dire scegliere di governare con la testa e non con la
pancia.
Mario Draghi premiato come miglior statista mondiale del 2022.
Caro elettore, non trovare scuse: SEI TU CHE DECIDI, con il
tuo voto.
Nessun altro. VAI A VOTARE e scegli l’Italia che ragiona, che
decide, che sta in Europa, da grande paese e non da paria.
VOTA CON INTELLIGENZA, PENSANDO AL FUTURO DI TUTTI.
VOTA TERZO POLO

Nessun commento:
Posta un commento